L'intelligenza artificiale accelera l'innovazione

Perché introdurre Intelligenza Artificiale in azienda, oggi.

La tecnologia

20 OTT 2020 Perché introdurre Intelligenza Artificiale in azienda, oggi

Pubblicato da Laura Zanfrini

L’intelligenza artificiale, all’interno di programmi di innovazione e trasformazione, ha soluzioni sia per una nuova relazione con i clienti sia per la riorganizzazione dei processi e dei ruoli, sia per ripensare la value proposition.

I clienti (tutti) stanno cambiando esigenze e aspettative a una velocità nuova, l’evoluzione tecnologica è in accelerazione continua, le opportunità di business si aprono e chiudono rapidamente.

L’arrivo della Covid-19 ha segnato un’accelerazione. Nel mondo industrializzato le aziende, anche solo per preservare la salute dei dipendenti e rimanere operative, hanno introdotto il remote working, accelerato l’automazione di alcuni processi e iniziato a sperimentare il machine learning. La corsa all’intelligenza artificiale è stata massiva: hanno inquadrato e approfondito il fenomeno il centro Human-Centered Artificial Intelligence dell’Università di Stanford e il World Economic Forum col Report 2020 sul futuro del lavoro, uscito la scorsa settimana.

In vista di una ripresa post-pandemica sostenibile, l’intelligenza artificiale si sta dimostrando uno strumento importante di innovazione dei prodotti e di sviluppo organizzativo interno. “La pandemia ha contributo ad abbattere molte delle barriere esistenti nel processo di digital transformation, inoltre i dirigenti sempre più spesso si affidano alla tecnologia per indirizzare le attività più strategiche”, ha affermato Mark Foster, Senior Vice President di IBM Services.

 

Ma quanto è diffusa oggi nelle aziende l’Intelligenza Artificiale?

 

Le differenze tra un Paese e l’altro sono evidenti. Lo mostrano i dati pubblicati dal  , che mette a confronto il numero di società che in ogni Paese hanno introdotto tecnologie di intelligenza artificiale. Vengono anche riportati i dati sugli investimenti pubblici, l’Italia è fanalino di coda.

Indagine Sole24Ore

Uno studio dell’US Census Bureau di luglio 2020 evidenzia che meno del 9% delle aziende americane ha introdotto qualche forma di intelligenza artificiale –ma se si guardano le grandi aziende americane, il dato sale al 25%.

Per quanto riguarda le aziende italiane, la ricerca di Microsoft ci descrive una realtà in cui solo il 36% delle aziende ad alta crescita (definite come quelle con un tasso di crescita a doppia cifra) sta attivamente implementando l’intelligenza artificiale, mentre solo il 27% delle aziende a crescita più bassa, ovvero con un tasso di crescita a cifra singola, sono attive su questo fronte.

Se oggi l’Intelligenza Artificiale è ancora poco presente nella maggior parte delle aziende italiane, perché non cogliere questo vantaggio?

 

Introdurre Intelligenza Artificiale in azienda è una responsabilità del vertice.

Il ritorno dell’investimento di questa innovazione non è automatico.

Da anni sappiamo che la trasformazione digitale è piena di ostacoli: si quantifica che circa il 70% dei progetti di digital transformation non raggiunge i propri obiettivi, con un grande dispendio di risorse, tempo ed energie.

Le ricerche condotte dall’MIT e da BCG (ottobre 2020) evidenziano che solo il 10% delle aziende hanno ritorni finanziari significativi dall’investimento in intelligenza artificiale: quelle che, intenzionalmente, trasformano i processi per facilitare l’apprendimento organizzativo con l’A.I.

Sono le aziende il cui focus strategico è sull’organizational learning e non solo sul machine learning: non si limitano, cioè ad investire in tecnologia ma creano le condizioni affinché umani e macchine possano imparare reciprocamente diventando più intelligenti, più rilevanti e più efficaci.

L’Intelligenza Artificiale consente di moltiplicare le risorse a cui attingere e anche di fare economie di scala, di scopo e di apprendimento: si può fare di più, si può fare altro, si apprende più velocemente, ma per sfruttare questo potenziale bisogna operare decisioni critiche su dove introdurla e quale tecnologia scegliere e, in modo ancora più determinante, bisogna ripensare l’organizzazione e il lavoro.

Introdurre AI in modo sostenibile necessita di business acumen, di capacità di visione strategica e competente. Serve uno sguardo ampio e profondo che parta dal punto di osservazione del vertice aziendale. L’Intelligenza Artificiale è una priorità per i vertici aziendali e non può essere delegata al reparto IT o Digital, altrimenti si riduce a un diverso modo di fare automazione.

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